L’armocromia per valorizzare il tuo personal branding

By 4 Maggio 2021
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I colori generano emozioni vive ed evocano sensazioni e sentimenti intimi, influenzano la percezione delle cose, gli stati d’animo e il comportamento. Esploriamo il mondo dell’armocromia per conoscere i nostri colori amici.

L’armocromia è la scienza che, in base alla combinazione del colore di pelle, occhi e capelli, stabilisce la palette di colori ideale per potenziare l’immagine di ciascun individuo. La definizione del termine, che deriva dalla fusione delle due parole greche “armonia” e “chroma” (colore), è: analizzare i colori naturali per metterli in risalto secondo un criterio di armonia.

Lo scopo principale non è quello di assegnare in modo passivo le palette giuste, bensì di indirizzare le persone nella scelta di colori amici, a prescindere dal gusto personale, seguendo teorie scientifiche e oggettive.

Così come per la comunicazione di un brand, anche la visual identity dipende dalla scelta dei colori e delle tonalità più in grado di valorizzare i tratti distintivi sia dell’aspetto fisico che del carattere, fondamentale per la costruzione di un’immagine personale armoniosa ed efficace.

“Il colore è un potere che influenza direttamente l’anima.” – Wassily Kandinsky

 

Origini dell’armocromia

Questa disciplina risale alla primissima teoria dei colori di Johann Wolfgang Goethe pubblicata nel 1810, il cui testo ampliava e si contrapponeva allo studio portato avanti da Isaac Newton sull’Ottica, risalente al 1704.

Goethe analizzò i colori, la loro natura e il loro comportamento, sia dal punto di vista fisico che spirituale, per giungere alla conclusione che il colore fosse il risultato dell’interazione fra luce e buio, i due grandi poli del mondo naturale di uguale valore ontologico.

Qualche anno dopo, il chimico Michel Eugène Chevreul, nel 1839, scrisse quattro trattati sul colore, diventati poi il punto di riferimento nello studio del colore fino a fine secolo. Portò avanti due princìpi, uno sul contrasto successivo, secondo cui, dopo aver fissato intensamente un colore e subito dopo uno spazio bianco, si ha la percezione di vedere, in maniera molto tenue, il colore opposto a quello osservato. L’altro sul contrasto simultaneo, secondo cui, quando due colori vengono posizionati l’uno accanto all’altro, appaiono più squillanti e sembrano vibrare nella linea di unione. I due principi sono risultati determinanti per l’arte e il design industriale.

Queste idee negli anni ’50 del XIX secolo sbarcarono negli Stati Uniti e furono pubblicate nella rivista Godey’s Lady’s Book; fu la prima volta in cui alle lettrici vennero consigliati i colori più idonei a seconda della tinta dei capelli.

In Francia, invece, si affermò l’insegnante d’arte e pittore Albert Henry Munsell, che dopo aver approfondito la teoria del colore, attraverso l’osservazione e l’analisi delle opere di tappezzeria di Chevreul, giunse a una classificazione dei colori in base a tre fattori:

  • tonalità (Hue)
  • luminosità (Value)
  • saturazione o purezza (Chroma)

Il sistema Munsell numera i colori in base a queste tre coordinate e si sviluppa graficamente in una sfera, il cui asse verticale indica i gradi di luminosità, da 0 (nero) a 10 (bianco). Sulla superficie della sfera, un cerchio orizzontale indica con delle sigle diverse tonalità: i cinque colori principali (R/rosso, Y/giallo, G/verde, B/blu, P/viola) e i cinque intermedi (YR/giallo-rosso, GY/verde-giallo, BG/blu-verde, PB/viola-blu, RP/rosso-viola). Infine, la purezza del colore è misurata da 0 che indica il grigio al 16 che indica il colore vibrante.

Questo sistema fu subito integrato nelle colorerie industriali per la produzione di palette di colori e in seguito fu adottato ufficialmente dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense.

Sempre nello stesso anno, sboccia la disciplina dell’armocromia, dalla mente geniale di Max Factor, esperto nel settore della cosmesi, che lo rivoluzionò creando prodotti più confortevoli e lanciando il trucco correttivo mediante l’uso del calibratore di bellezza e l’introduzione del princìpio della Colour Harmony, ossia l’armonia tra i colori del trucco e quelli di occhi, capelli e pelle delle persone.

Ufficialmente l’armocromia prende forma, all’inizio del ‘900, con Johannes Itten, artista e professore presso la Bauhaus School of Art in Germania, che introdusse una nuova teoria del colore basata su due caratteristiche principali: temperatura (caldo o freddo) e valore (chiaro/scuro). Johannes Itten è stato il primo a individuare i generici “cromotipi”, sviluppando i principi dei suoi predecessori ed elaborando il concetto di colore soggettivo, ovvero l’accostamento di colori che una persona sceglie d’istinto come corrispondenti al proprio carattere e alla propria aspetto. Da queste sue osservazioni, nasce la teoria delle stagioni cromatiche:

  • PRIMAVERA – con colori caldi e luminosi
  • ESTATE – con colori freddi e chiari
  • AUTUNNO – con colori caldi e scuri
  • INVERNO – con colori freddi e scuri.

Nel 1961 Itten completò i suoi studi sui colori e pubblicò il manuale da titolo Arte del Colore. Esperienza soggettiva e conoscenza oggettiva come vie per l’arte.

Anni dopo, l’artista americano Robert C. Dorr, dopo aver studiato a lungo la psicologia dei colori, applicò la teoria dei sottotoni e creò il Color Key System, ovvero due palette composte da 170 colori ciascuna, chiamate Chiave I e Chiave II: la prima adatta alle persone con pelle, capelli e denti dal sottotono freddo, indipendentemente dall’etnia; la seconda ideale per persone con sottotono caldo.
I colori simbolo delle due palette erano il magenta per Chiave I (fredda) e l’arancio per Chiave II (calda).

Durante lo stesso periodo, si affermò come consulente all’immagine anche la stilista ed esperta in design Suzanne Caygill che, influenzata dal Color Key System di Dorr e dalla sua socia Edith Head, consulente d’immagine per gli Hollywood Studios, elaborò un personale metodo di analisi del colore utile alla creazione di palette e guide individuali per i clienti. Per lei stile, colore e personalità erano fattori strettamente connessi tra loro.

Nel 1980 fondò la sua Accademia del colore e pubblicò il testo Color: the Essence of You, in cui illustra l’individuazione di ulteriori sottogruppi corrispondenti a ogni stagione, denominati: autunno metallico, inverno dinamico e primavera precoce.

Nel 1992, Mary Spillane e Christine Sherlock, ideatori della Flow Theory: i sottogruppi si influenzano l’uno l’altro prendendo in prestito nuance confinanti, pubblicano un approfondimento in merito alle 12 stagioni. Dalla fusione di quest’ultima tesi con quella di Carol Jackson, si arriva alla formalizzazione del sistema delle 16 categorie comprendenti le quattro stagioni e i tre relativi sottogruppi distinti per:

  • sottotono (caldo/freddo)
  • valore/luminosità (chiaro/scuro)
  • intensità (soft/bright).

Dopo tutti questi innumerevoli studi, alla temperatura e al valore si aggiungono l’intensità e il contrasto: la dominanza di un valore anziché un altro determina le sfumature all’interno delle varie stagioni e quindi forma dei sottogruppi in ciascuna stagione:

  • primavera: clear (brillante), warm (caldo), light (chiaro), puro
  • estate: light (chiaro), cool (freddo), soft (tenue), puro
  • autunno: deep (profondo), warm (caldo), soft (tenue), puro
  • inverno: deep (profondo), cool (freddo), clear (brillante), puro

 

armocromia-teoria dei colori

Teoria delle stagioni

I colori delle stagioni esercitano una potente energia tale da condizionare il nostro umore e il nostro aspetto fisco. Ognuna regala tonalità e sfumature differenti che variano a seconda della luce e degli elementi della natura, evocando di volta in volta messaggi, valori e simboli ben precisi.

Seguendo i consigli dell’armocromia, sarà più semplice scegliere la palette di colori idonea alla creazione di uno stile personale unico, riconoscibile e indimenticabile, con cui comunicare la propria immagine e costruire un personal branding d’impatto.

Ogni palette cromatica corrisponde a ognuno di noi, il segreto è nel saperla riconoscere. Bernice Kentner le ha descritte nel suo libro Color Me a Season.

 

La primavera, stagione della rinascita

I colori della stagione primavera sono caldi, chiari, brillanti e ad alta intensità. Le persone che si rispecchiano in questa stagione sono caratterizzate da un incarnato particolarmente radioso, capace di reggere tonalità forti dal sottotono caldo, dall’intensità alta e dal valore chiaro. I tratti principali sono: pelle chiara o media, presenza di lentiggini, sottotono caldo, capelli rossi, castano chiaro o biondo, occhi verdi, azzurri, nocciola o marroni chiaro.

Nella palette primavera sono presenti dai beige ai color albicocca fino ai blu caldi e luminosi e le tinte predominanti sono: arancione, giallo, rosso, azzurro, viola, verde mela e lime.

I colori nemici della stagione primavera sono il nero e il grigio.

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L’estate, stagione degli amori

Le persone che si sentono legati alla stagione estiva sono caratterizzate da tonalità e sfumature delicate, cipriate o vicine alle tonalità del madreperla. Sono bionde, castano chiaro, biondo cenere o scuro e con carnagione chiara, luminosa, rosea, con sottotono freddo, a intensità bassa, valore chiaro e occhi chiari (azzurro, verdi, grigio-verdi o color nocciola).

La palette estate è composta da colori freddi, soft e delicati, perché richiama la luce estiva, forte che tende ad abbassare l’intensità dei colori, ad esempio: l’azzurro, il blu, il giallo, il rosso fragola, il ciliegia e il grigio.

Mentre, i colori nemici sono tutte le tonalità eccessivamente calde e le sfumature dell’arancione.

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L’autunno, stagione dell’anima e dell’abbondanza

La stagione dai colori caldi e soft dei boschi, della terra e dei vigneti, è ricca di gialli, marroni, rossi del fogliame, dei frutti e del vino. Le persone che appartengono alla stagione autunnale sono caratterizzate da un sottotono caldo, con intensità bassa e valore scuro, con pelle chiara, media o scura, e occhi castani.

La palette autunno da accostare a queste cromie è composta da tinte calde, morbide e scure, come: arancione, rame, marrone, giallo, verde e avorio.

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L’inverno, stagione della resistenza

La palette inverno è caratterizzata da colori freddi, profondi e brillanti, ad alta intensità, tipici della magica e candida natura invernale, come il blu notte, il bianco ottico della neve, il nero, il grigio, il blu, il verde, il rosso, il rosa e il magenta.

Le persone che si rispecchiano in questa stagione sono caratterizzate da pelle olivastra o da toni chiari, medi o scuri, con sottotono freddo, intensità alta e valore scuro, capelli e occhi molto scuri o, paradossalmente, molto chiari.

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“Ogni persona ha un suo proprio colore, una tonalità la cui luce trapela appena appena lungo i contorni del corpo.
Una specie di alone. Come nelle figure viste in controluce.” – Haruki Murakami

 

E tu, a quale stagione appartieni?

Conoscere la palette di colori ideale sarà utile per la pianificazione di strategie di comunicazione online (sito web, blog, social media) e comunicazione offline (abbigliamento, interior design, accessori, make-up, gadget, ecc.).

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