Agenzia di comunicazione Ego NewCom

La storia di Diego lancia messaggi di speranza e fiducia nei brand che con coraggio accolgono e valorizzano il cambiamento, danno forma nel mondo reale a esigenze, volontà di espressione e creatività di tutti noi.

Abbiamo scelto di raccontare e condividere la nostra essenza attraverso il video, perché capace di massimizzare la potenza dello storytelling e conquistare il tempo del pubblico.

La narrazione

La narrazione si fonda su alcuni princìpi cardine.
Il primo è il caos.

In principio era il Caos.

Il caos di cui si parla non è certo il caos primordiale, bensì quello odierno.

Uno stato di confusione di cui noi, creatori di comunicazione, fruitori attivi e passivi, siamo oggetto quotidiano e nel quale è difficile distinguersi e districarsi.

È il caos dettato dalla sovraesposizione alla comunicazione, talvolta errata o inadeguata al contesto e al destinatario. Una comunicazione che “oggettivizza” il pubblico, creando in lui sentimenti di insofferenza e indifferenza.

Nel caso del creatore o gestore della comunicazione, il caos crea un senso di impotenza, inadeguatezza e fa nascere il desiderio di cambiare, uscire da questo disordine, ricostruendo un ordine di valori per cercare di migliorare la società di oggi e del futuro.

Un fenomeno che affligge aziende, brand e persone che percepiscono costantemente una sensazione di timore e insicurezza. Tutti combattono per emergere, perché nessuno vuole conformarsi alla massa.

Attraverso il personaggio di Amy, i suoi sogni e la sua creatività non abbiamo voluto solo narrare una generazione ma abbiamo cercato di porre l’accento sulla giovinezza, periodo scaldato da grandi ambizioni, aspirazioni e allo stesso tempo segnato dalla paura di non essere ascoltati dai “grandi”.

Rompere i vecchi schemi
richiede coraggio.

Secondo principio è il cambiamento.

Il driver, insito nel nostro DNA, ha dato vita alla visione che ogni giorno guida i nostri passi “accompagnare le aziende verso un cambiamento”.

Jonathan sceglie di intraprendere un viaggio di esplorazione, conoscenza, ascolto e osservazione di sé stesso e di Amy.

Punto di partenza: avere il coraggio di mettersi in discussione, per accettare e condividere il cambiamento. Un cambiamento che consiste nel cambiare mentalità, abbandonare la propria comfort zone, aprirsi e accogliere l’altro. Altro, inteso come il suo stesso altro, come un mondo o un individuo sconosciuto.

Un viaggio che supera passività e indifferenza che sovente distruggono relazioni interpersonali, alla ricerca di empatia, creatività e idee brillanti che possano smuovere i nostri sensi e riaccendere comunicazione e ascolto attento.

Jonathan è il direttore marketing di un’azienda che vive di principi etici e si dimostra virtuosa in un approccio innovativo e sostenibile, sfidando convinzioni, stereotipi e pregiudizi comuni.

Jonathan e Diego,
insieme per innescare il cambiamento

 

I due personaggi, Jonathan e Diego, sono accomunati da stessi valori in cui credono e da caratteristiche archetipali tipiche dei ruoli di cargiver, hero ed explorer.

Nella veste di Caregiver, Jonathan accoglie l’opportunità di valorizzare e prendersi cura di Amy e della sua generazione. Diego e Jonathan, insieme, reincarnano la figura di angeli custodi pronti a creare un habitat naturale e sicuro in cui custodire i desideri di Amy.

La loro distinzione come Eroi è connotata dalla scelta di abbandonare comportamenti obsoleti per lottare nella costruzione di un mondo nuovo, sono tenaci e non lesinano il coraggio. Il coraggio di realizzare i sogni e i desideri di Amy.

Sono esploratori, infatti Diego conduce Jonathan in una profonda immersione nelle caratteristiche della generazione di Amy, attraverso la trasformazione esistenziale.

Jonathan intraprende un percorso di scoperta, durante il quale impara a osservare con occhi nuovi, a udire suoni nuovi, a comprendere l’animo di Amy, la generazione a cui appartiene e conosce valori, desideri, aspettative, grinta e creatività che la contraddistinguono.

Compie un’importante azione, crea una situazione empatica, con il fine di far sentire a proprio agio le persone interessate, restituendo loro una vera identità mediante strumenti creativi con cui potersi esprimere: dà la possibilità di indossare valori e comunicarli al mondo esterno.

Un viaggio introspettivo, di crescita e conoscenza personale, che accompagna Jonathan nell’esplorazione di un gruppo sociale a lui estraneo e temporalmente lontano, ossia gli adolescenti e la Generazione Z.

Noi siamo Amy Diego e Jonathan

Un comunicatore deve impersonare tutte le figure della narrazione.
Al contempo, il pubblico è libero di riconoscersi attivamente Jonathan, Diego o Amy.
In questo cartoon, noi ci sentiamo rappresentati contemporaneamente
dalle tre distinte personalità dei protagonisti.

Noi siamo Amy,
abbiamo sogni, speranze, creatività
ma talvolta non riusciamo
a trovare i giusti interlocutori.

In differenti momenti della vita ci siamo sentiti inascoltati e incompresi dalle generazioni precedenti. Recuperando ricordi dell’adolescenza, quando tutti ci sentivamo insicuri e impreparati, siamo in grado ancora oggi di percepire quelle sensazioni di inadeguatezza, volontà e forza creativa.

Chi non avrebbe voluto un Jonathan pronto ad ascoltare e condividere con noi sogni e desideri.

Noi siamo Jonathan,
perché percepiamo una distonia.

Purtroppo, sovente non abbiamo l’acuta sensibilità o semplicemente non disponiamo di mezzi utili a comprendere ciò che avvertiamo non funzionare.

Nel corso degli anni ognuno di ha potuto incontrare sul proprio cammino l’esperienza dell’impotenza, della scarsa capacità di ascolto e conoscenza. Noi tutti siamo Jonathan, che seppur mosso dalle migliori intenzioni non conosce strumenti efficaci per agire, comunicare, unire etica, fiducia ed empatia.
Questo, il grande dilemma che affligge i genitori che hanno a che si trovano a gestire i figli adolescenti.

La scelta di Jonathan richiede grande impegno: andare oltre i numeri, scavare in profondità con leggerezza e assumersi la responsabilità di imparare ad ascoltare veramente. In sintesi, entrare in empatia.

Un viaggio decisionale, quello che vive Jonathan, durante il quale sceglie di conoscere nel dettaglio la personalità di Amy, si pone in ascolto per poter esplorare nei suoi desideri.

Jonathan abbandona la vecchia strada e si scosta completamente dall’originaria considerazione di individui rispondenti a un target, oggetto di una condizione imposta, restituendo loro umanità, dinamicità e creatività. La nostra agenzia di comunicazione crede profondamente nel rispetto delle persone e nella loro identità.
Noi siamo Jonathan perché durante il suo viaggio migliora sé stesso superando il concetto dell’io per realizzare i sogni di una generazione.

“Il percorso di Jonathan mi ha dato modo di esprimere un concetto per me significativo: noi non siamo solo numeri o dati, noi siamo emozioni, siamo sogni da realizzare con il sostegno di persone e aziende che credono nei nostri stessi valori.”

Stefania Bongiovanni – Art Director & Founder Ego NewCom –

Noi siamo Diego,
con il nostro punto di vista possiamo sorvolare con leggerezza,
osservare dall’alto per poi immergerci nella realtà.

Azioni che ci permetto di aiutare gli altri a vedere da e nuove prospettive;
possiamo imparare e insegnare ad ascoltare le opinioni e i sogni degli altri.

Noi, in qualità di agenzia di comunicazione siamo Diego; ma noi tutti possiamo essere Diego, un piccolo e inaspettato maestro che mostra strumenti efficaci per riuscire a creare connessioni con l’altro.

Diego è un piccolo e tenace scoiattolo volante. Un attento ascoltatore, indaga nell’animo delle persone e con un pizzico di magia crea le giuste connessioni.

L’essere umano nasce, è piccolo e cresce imparando a vivere migliorandosi.

Diego sfrutta la capacità dell’empatia, ha occhi e orecchie grandi che gli permettono di essere in comunicazione e interagire con il mondo. Cede a Jonathan strumenti idonei a entrare in empatia con Amy e collabora con lui nell’elaborazione della nuova idea.

Per quanto piccolo Diego, può fare la differenza

Il messaggio insito vuole essere
di assoluta speranza per tutti i protagonisti.

 

Jonathan sa, come tutti, che dobbiamo imparare ad andare oltre e a chiedere aiuto,
per guardare con speranza e fiducia al futuro e alle generazioni del domani.
Il suo ruolo di creatore della comunicazione richiede inoltre scelte ben precise,
ovvero quelle di raggiungere efficacemente il proprio pubblico e rispettare le scelte etiche dello stesso.

Diego ha la consapevolezza che è sempre tempo per crescere e apprendere.
Confronto e ascolto gli permetto di divenire un attore e costruttore attivo del cambiamento.

Amy si accorge che i suoi sogni e i principi che custodisce gelosamente nei cassetti del cuore,
potranno essere apprezzati e raccolti da brand, i quali li trasformeranno in esperienza, comunicazione e aggregazione.

Una storia che lancia messaggi di speranza e fiducia nei brand
che con coraggio accolgono, valorizzano e danno forma nel mondo reale a esigenza,
volontà di espressione e creatività di tutti noi.