Marketing conversazionale: l’interazione a supporto del brand.

Porre le persone al centro, ascoltandole, interagendo e conversando con loro. Ecco la novità su cui si fonda il marketing conversazionale. Scopriamo insieme i vantaggi e le potenzialità lato business di questa pratica.

Era il 1999 quando, per la prima volta, comparvero le 95 tesi di quello che sarebbe diventato un punto di riferimento per le aziende che aspiravano a operare nel mercato interconnesso creato da Internet. Il testo a cui ci riferiamo è il Cluetrain Manifesto che riporta, nei suoi primi 2 principi, i concetti alla base dell’attuale marketing conversazionale: “I mercati sono conversazioni. I mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici.”

In queste due semplici frasi si intravede immediatamente il fondamentale cambio di paradigma e la sua influenza sulla comunicazione e il marketing. Non si tratta più di concentrarsi su meri dati statistici, algoritmi e analisi; il focus si sposta sulle persone. E le persone conversano, interagiscono e desiderano una relazione dai tratti umani anche quando comprano e si confrontano le aziende. Appare perciò subito evidente che quando parliamo di marketing conversazionale non ci riferiamo a un trend momentaneo ma a una prospettiva differente che pone al centro della scena un unico attore: l’essere umano.

Ed è proprio in questo cambio di passo che si rivela la potenza e le molteplici possibilità lato marketing derivanti dall’integrazione di questa pratica nella strategia di comunicazione di un brand. Prima di approfondire in che modo le aziende possano utilizzarlo, vediamo nel dettaglio cos’è il marketing conversazionale e i vantaggi correlati.

Marketing conversazionale: una definizione e molteplici vantaggi.

Per comprendere le potenzialità del marketing conversazionale è essenziale comprendere le sue caratteristiche. Partiamo dalla definizione. Quando ci occupiamo di marketing conversazionale ci dedichiamo a tutte quelle attività progettate con lo scopo di incrementare quantità, frequenza e valore delle conversazioni su un prodotto, un servizio, o un brand. Attraverso una serie di azioni collegate ci impegniamo per ampliare la brand awareness e la reputazione di un’impresa.

Per un’azienda che scelga di operare adottando questa nuova prospettiva i vantaggi sono numerosi. Adottando nella propria strategia di comunicazione il marketing conversazionale, infatti, si può intervenire su diversi aspetti separati ma al tempo stesso profondamente connessi. Agendo in ottica conversazionale, l’impresa:

  1. incrementa le interazioni con clienti e prospect
  2. implementa il passaparola
  3. rafforza la brand awareness
  4. innalza la customer loyalty
  5. analizza in maniera accurata percezione, esperienza del cliente e criticità riscontrate
  6. migliora, innova o individua un prodotto, un servizio su cui puntare
  7. potenzia le strategie di promozione e di vendita

Marketing conversazionale: strumenti e possibilità per le aziende.

Abbiamo visto i vantaggi derivanti dall’impiego del marketing conversazionale.
La domanda, però sorge spontanea. Quali sono le azioni da mettere in campo per ottenere questi risultati?

Innanzitutto, è fondamentale fondare la nostra strategia su un nuovo elemento che diventa il focus centrante: la conversazione con le persone. Per questo creiamo nuove occasioni di interazione ai – e coi – consumatori. Una fase imprescindibile è costituita dall’ascolto preliminare delle opinioni degli interessati. Sulla base dei dati raccolti, possiamo poi intervenire di conseguenza, tarando e modificando: le informazioni, le offerte, le eventuali promozioni, i prodotti o i servizi erogati.

Lato pratico, le possibilità che abbiamo a disposizione per agire in questa direzione sono numerose. Tra queste troviamo:

  • La creazione di un blog aziendale
  • L’avvio di collaborazioni con influencer e testimonial
  • L’invio di newsletter periodiche
  • Le attività di social media listening
  • L’implementazione delle procedure di social customer care
  • L’attivazione di automatismi come i chatbot
  • L’elaborazione di sondaggi
  • La creazione di gruppi tematici o partecipazione a quelli esistenti

Che si attuino tutte queste azioni o solo alcune, non è importante. È invece essenziale ricordare che il marketing conversazionale nasce con l’obiettivo di mettere in relazione imprese e persone. La comunicazione che ne scaturisce deve, quindi, essere sempre il più possibile bidirezionale. Perché solamente in questo modo, potremo beneficiare dei vantaggi concreti collegati alle interazioni umane e alle conversazioni.

E tu cosa ne pensi del marketing conversazionale? Fa già parte della tua strategia di marketing? Scrivicelo nei commenti!

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