
I concerti di Capodanno internazionali sono fortemente codificati: centralità dell’orchestra, estetica tradizionale, narrazioni autoreferenziali.
La sfida era costruire un’identità autonoma, evitando il confronto diretto con modelli iconici come Vienna o Berlino, e allo stesso tempo rafforzare il carattere unico di Torino come città culturale contemporanea.
Un’ulteriore complessità era mantenere il concerto accessibile e inclusivo, pur parlando un linguaggio colto, capace di coinvolgere l’intera cittadinanza e non solo gli addetti ai lavori.















