Buzz Marketing: il marketing che ronza

Bzzzz…. cosa ti ricorda questo suono? Siamo certi che, mentre hai letto questa parola onomatopeica, ti è subito riecheggiata nella testa con estrema chiarezza e, molto probabilmente, l’hai anche collegata ad un insetto. È proprio dal ronzio di un’ape che deriva il termine Buzz Marketing o meglio ancora dal termine Inglese “buzz-worthy” per indicare un argomento di meritevole importanza per il pubblico.
Il Buzz Marketing è quell’insieme di operazioni di marketing diversificate che ha l’obiettivo di catturare l’attenzione delle persone, circa un prodotto o un servizio, facilitandone la condivisione, il word of mouth e la conversazione attraverso azioni di marketing non convenzionale, con l’obiettivo di far aumentare la reputazione online di un marchio, accrescere la Brand Awareness, la notorietà nella percezione mentale del cliente o del potenziale acquirente.
Si tratta di vere e proprie strategie di marketing che, gratuitamente o a pagamento, utilizzano il web marketing attraverso diversi canali quali social media, blog, forum, guerrilla marketing, ambient ed ambush marketing, per coinvolgere target differenti.

Grazie alle numerose community online, i strategist vogliono far parlare o meglio “ronzare” un prodotto o un concetto nel web attraverso la spontaneità, consapevoli però che le reaction possono essere positive quanto negative.

Le persone si fidano di più di ciò che sentono dire all’interno di reti informali piuttosto che nelle ufficiali.

6 step per una campagna Buzz

Chiariamo subito un concetto: Buzz Marketing è diverso da Viral Marketing.
Il primo è fortemente legato ad azioni di tipo spontaneo di commento e condivisione che gli utenti organicamente creano.
Il marketing Virale, invece, è l’insieme di attività svolte da professionisti del settore all’interno di blog, forum e social media per studiare e pianificare strategicamente i meccanismi intrinsechi che inneschino il passaparola. Per utilizzare queste grandi potenzialità, i marketer si avvalgono di collaborazioni con influencer, youtuber, ambassador famosi per coinvolgere il target e la rete.
Ecco i 6 consigli per attivare subito una campagna Buzz Marketing:

  1. Definizione degli obiettivi: come creare brand marketing? Grazie a contenuti di valore, propensi al dialogo, automaticamente ci si espone in una condizione favorevole nel mostrare il brand da un lato più umano e più vicino agli utenti che, se si sentono ascoltati e compresi, parleranno dell’azienda con uno speciale occhio di riguardo.
  2. Valutare e gestire i canali adeguati in base al target: ad ogni audience deve essere rivolto il messaggio giusto nei canali giusti per stimolare un passaparola positivo e realmente interessato al brand.
  3.  Creare interesse prima del lancio di un nuovo prodotto: iniziare a coinvolgere i clienti ed i potenziali in un evento esclusivo che stuzzicherà la loro curiosità ed allo stesso tempo visibilità, engagement e popolarità.
  4. Rilevare i punti di forza: fare Buzz marketing significa anche comprendere cosa i clienti pensano davvero della tua attività, ascoltare le loro idee e critiche, percepire il sentiment all’interno delle discussioni ed individuare i canali dove c’è maggior dialogo e scambio. Ricorda: la stessa reputazione che hai offline, ce l’avrai anche online; è impossibile considerare questi aspetti separatamente.
  5. Ingaggiare web influencer: è fondamentale coinvolgere le persone adeguate in base alle preferenze ed ai gusti del target di riferimento e Digital PR su testate giornalistiche (redazionali o publiredazionali).
    Bisogna valutare la notorietà e l’affinità che vi è tra il soggetto ed il prodotto da promuovere, la fanbase ed il contatto che il blogger sa creare con i suoi lettori.

Esistono 3 diverse tipologie di blogger:

  • Top blogger: famosi e noti a tutti. Non stimolano dialogo, ma ciò che promuovono immediatamente diventa un trend; sono perfetti per un discorso legato all’aumento di brand awareness
  • Blogger intermedi: hanno meno visibilità, ma riescono a creare interessanti conversazioni mirate
  • Blogger di nicchia: sono meno conosciuti, con fanbase ridotte, ma l’autore ha un approccio diretto con i lettori su tematiche di nicchia decisamente uniche ed esclusive

Dovrebbe anche essere valutato un Brand Ambassador Program, in cui persone “non blogger” ma note e credibili per il vostro target si impegneranno a parlare del vostro Brand e della vostra iniziativa.

6. Verificare la campagna e monitorare i risultati: è fondamentale, una volta attivata la campagna, controllare i feedback positivi e negativi degli utenti, visitatori unici, numero di commenti, numero di condivisioni e la generazione di nuovi contatti.

In conclusione ti lasciamo un esempio recente di Buzz marketing che ha funzionato attraverso gli spot social/tv di Buondì Motta. Un ronzio amplificato si è scatenato sui valori della famiglia, se fosse opportuno o meno mandare in onda certi messaggi e se la bambina non fosse rimasta traumatizzata dall’asteroide. Il passaparola che si è creato (commenti, condivisioni, parodie) è stato così grande da generare la perfetta riuscita della campagna.
La tua azienda ed il tuo prodotto, si prestano per creare una campagna di Buzz Marketing?
I nostri esperti sono qui per aiutarti nel progettare quella che adatta a te