

Quaderni EGO
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© Nick Knight and Simon Foxton
Alex Consani wearing DSQUARED2— 2024

Grazie all’Intelligenza Artificiale la produzione
diventerà sempre più accessibile.
La strategia, molto meno.
L’AI rende più visibile chi aveva già una strategia e chi aveva solo un calendario editoriale ben compilato.
L’intelligenza artificiale ha reso facile produrre.
Testi. Immagini. Piani editoriali. Headline. Concept. Analisi. Sintesi. Varianti. Idee. Prompt. Newsletter. Caroselli. Script. Presentazioni.
La soglia di accesso alla produzione si è abbassata brutalmente.
E qui arriva il punto scomodo: produrre era già la parte meno rara.
La parte rara era decidere cosa meritasse forma.
Capire quale idea avesse statura.
Distinguere un contenuto utile da un contenuto corretto. Riconoscere una direzione da un riempitivo.
Costruire una voce.
Mantenere coerenza.
Governare una posizione.
L’AI ha accelerato tutto.
Anche il vuoto.
Cambiamento

Il vero cambiamento è la fine dell’alibi produttivo
Per anni, molti brand hanno attribuito la debolezza dei contenuti alla mancanza di tempo, risorse, persone, budget, strumenti.
Ora quell’alibi regge molto meno.
Oggi produrre bozze, varianti, format e idee costa meno energia.
La macchina può aiutare. Può generare. Può riorganizzare. Può sintetizzare. Può proporre.
Quindi la domanda diventa più dura: se produrre è diventato più facile, perché tanti contenuti restano così deboli?
La risposta è semplice.
Il problema era raramente solo la produzione.
Era la mancanza di una tesi. Di una posizione. Di una gerarchia. Di una visione. Di una cultura del brand. Di una responsabilità editoriale.
Correttezza

La correttezza è diventata economica
L’AI produce contenuti formalmente corretti con una facilità impressionante.
Frasi ordinate.
Strutture pulite.
Tono professionale.
Passaggi logici.
Titoli sensati.
Elenchi chiari.
Paragrafi fluidi.
Tutto molto educato.
Tutto molto dimenticabile, quando manca una direzione.
La correttezza, da sola, perde valore in un ambiente in cui può essere generata all’infinito.
Quello che resta prezioso è il punto di vista.
Amplificazione

L’AI amplifica il sistema che trova
L’AI lavora sui materiali, sulle istruzioni, sui criteri, sulla chiarezza del brand, sulla qualità delle domande, sulla precisione dei vincoli, sulla cultura di chi la guida.
Se trova un posizionamento chiaro, può aiutare a declinarlo.
Se trova un tono definito, può aiutare a mantenerlo.
Se trova un archivio ordinato, può accelerare l’elaborazione.
Se trova un metodo, può moltiplicarne l’efficienza.
Se trova una visione, può generare possibilità coerenti.
Se trova confusione, produrrà confusione ben impaginata.
Per EGO NewCom

Per EGO NewCom, l’AI entra nel lavoro di branding e comunicazione come acceleratore, non come sostituto della direzione.
La domanda decisiva è: quale pensiero vogliamo potenziare?
Ailen legge l’AI come dispositivo che espone la qualità del sistema.
Il brand che ha metodo guadagna ampiezza.
Il brand che ha solo urgenza guadagna rumore.
So What?

L’AI non espone il pensiero dietro al progetto.
Mostra la differenza tra chi aveva una direzione e chi aveva solo abitudine.
Tra chi possiede una voce e chi prende in prestito uno stile.
Tra chi usa la tecnologia per ampliare una posizione e chi la usa per riempire un vuoto.
La produzione diventerà sempre più accessibile.
La strategia, molto meno.
Se non vuoi proporre contenuti generati dall’AI impeccabili nella forma, ma privi di una vera identità, è il momento di adottare un approccio diverso.
Sviluppiamo strategie in cui l’intelligenza artificiale valorizza le idee, senza mai sostituirle.




